La recensione con cui ci ha onorato Slow Food nella sua guida “Slow Wine 2018

vita – L’avvocato Enrico Agostinis e il fratello Carlo Alberto hanno ripreso a imbottigliare il vino ottenuto dalle vigne di famiglia nel 2013, dopo un periodo di conferimento di uve alla cantina sociale. Il nonno Enrico Mattioni acquistò questa proprietà nel 1956 e la famiglia, capitanata da figure femminili, produsse vino fino al 1992. La rinascita vede operare in vigna Lucio Paviot, il quale mantiene un dialogo continuo con l’enologo Alberto Pelos.

vigne – Negli anni Ottanta la voracità edilizia ha visto espropriare un broglio attiguo alla cantina, dove alloggiava un antico vigneto: la ripartenza dell’attività sta valorizzando in tutti i modi i vigneti ereditati. Tra i filari si utilizzano i sistemi di allevamento tradizionali, con rese contenute. Le vigne più vecchie sono di merlot e friulano (anni Cinquanta). Le buone escursioni termiche e i suoli di origine alluvionale donano eleganza ai vini.

vini – Nella cantina in fase di costruzione, aspettando al varco il promettente millesimo 2016, trova spazio l’ottimo Friuli Isonzo Friulano 2015 (O 2000 bt, 15€): il sorso, quasi croccante, gioca sul registro della giovinezza e dimostra una progressione dinamica e ritmata, esaltata nel profilo aromatico dalle caratteristiche pedoclimatiche della zona. Da non perdere l’appuntamento con il tonico e asciutto Friuli Isonzo Friulano 2014 (O 2000 bt, 15€), che con un anno in più sulle spalle dà prova di buona personalità e sembra proprio aver raggiunto la sua giusta epoca di maturazione

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